Sulle isole, lo Stato italiano si presenta solo quando a lui e ai suoi alleati è necessario sfruttare la terra e le risorse per fini bellici. Per questo, oggi pomeriggio un corteo è partito da Sant’Anna Arresi per dirigersi al Poligono militare di Teulada, il secondo più grande d’Italia e d’Europa.
Il Poligono militare di Teulada
Grazie al lavoro di opposizione del movimento “A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna” oggi è disponibile un dossier sul poligono di Teulada che rende bene l’immagine di quale sia il prezzo che paga la Sardegna all’esercito italiano.
Quest’area è stata fortemente compromessa dalla contaminazione di metalli pesanti, come si può leggere nel dossier: «oltre sessant’anni di bombardamenti di diverso tipo lasciano inevitabilmente delle tracce». Non si fa riferimento solo agli ordigni, ma anche all’inquinamento che deriva dai metalli pesanti. Difatti, per la realizzazione della sola miscela innescante dei missili vengono impiegati stifnato di piombo (esplosivo tossico), tetracene (proveniente da idrocarburi), piombo, nitrato di bario (tossico se ingerito, nocivo se inalato), alluminio, solfuro di antimonio (tossico, l’avvelenamento è simile a quello dell’arsenico). La base dei più comuni esplosivi militari comprende RDX, un composto organico che può restare a lungo nell’ambiente, nelle munizioni inesplose o in quelle parzialmente esplose. L’Agency for toxic substances & disease registry Usa lo indica come un potenziale cancerogeno per l’uomo.
Gherraus impari pro sa terra nostra!
Per tutto il mese di maggio Teulada e il resto delle basi militari saranno teatro di continui bombardamenti da parte degli eserciti Nato in piena mobilitazione. Dal 3 al 27 maggio la Sardegna ospiterà l’esercitazione internazionale “Mare aperto” che l’anno scorso ha visto la partecipazione delle marine USA, Turchia, Francia e Germania, nonché osservatori da Tunisia, Brasile, Marocco e Albania. Come nell’edizione passata, contingenti interforze Nato si alternano con truppe di terra e dell’aeronautica.16:52
«Non possiamo più permettere di essere usati come area di servizio ad uso e consumo degli eserciti di tutto il mondo, che si addestrano da noi per la guerra, minacciando il futuro dell’umanità. Abbiamo bisogno di uno scatto di orgoglio e di dignità che metta fine alla nostra sottomissione» scrive A Foras.
Presente alla manifestazione anche il partito indipendentista sardo Liberu – Lìberos, Rispetados, Uguales. «I punti della nostra rivendicazione sono sempre gli stessi: stop alle esercitazioni; chiudere tutti i poligoni; bonificare e riconvertire» afferma Giulia Lai, Segretaria nazionale del partito.