Dal 15 marzo scatteranno due settimane di cassa integrazione per 2500 lavoratori del sito del StMicroelectronics di Catania su un totale di 5400 dipendenti.
La crisi dell’azienda, figlia del rallentamento generale del settore europeo dell’Automotive, avrà quindi ricadute immediate per i lavoratori siciliani, le cui prospettive future appaiono tutt’altro che rosee.
Secondo quanto sostenuto dall’azienda, la scelta sarebbe in linea con la gestione delle attività in un’industria «ciclica» come quella dei semiconduttori e la riduzione dei livelli di produzione avrà carattere temporaneo.
Negli scorsi giorni l’amministrazione regionale si è esposta sulla crisi dell’St che rischia di trascinare a fondo l’industria catanese. «Ho intenzione di organizzare un tavolo di confronto al quale invitare i rappresentanti del ministero delle Imprese e del made in Italy, quelli della STMicroelectronics e le parti sociali per affrontare le prospettive industriali degli stabilimenti di Catania» – ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo.
Ha poi aggiunto: «Catania è da anni un polo di eccellenza nel settore dei semiconduttori e dell’elettronica avanzata e il nostro obiettivo è garantire che questa realtà possa continuare a crescere e a creare occupazione».
In attesa di ulteriori sviluppi, è assolutamente necessario che tutte le parti coinvolte si assicurino che la diminuzione dei profitti dell’St non porti alla soppressione di migliaia di posti di lavoro nella nostra isola e alla caduta in disgrazia di così tante famiglie.